"Language is a virus..." "We must find out what words are and how they function. They become images when written down, but images of words repeated in the mind and not of the image of the thing itself." - W.S.B. -
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JACKLORD: giovane 72enne appassionato di bluegrass
colleziono scatole vuote di fiammiferi, leggo solo libri di autori morti suicidi e non vedo film italiani con "amore" nel titolo.
jacklord in thierry henry ...
kitterlegnosky in thierry henry ...
1888
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si sono sparpagliate *loading* vacche nel guado
hanno approvato all'onu la moratoria contro la pena di morte. bisogna avvertire montezemolo prima dell'arrivo dei caschi blu nella sede di confindustria. non vorrei che lo sorprendessero mentre butta chili di coca e di frattaglie di operai nella tazza del cesso. ne va del suo bon ton, che cazzo.
rami secchi per aria e foglie giallo marcio per terra. quando mi fermo all'angolo tra i due viali, quello che domina è l'odore di merda. guano pungente, umido, con un retrogusto di ammoniaca che arriva dopo un pò ma che alla lunga diventa predominante. una poltiglia ricopre marciapiede, asfalto e pista ciclabile. foglie morte, acqua e un mare di merda. mi sdraio per terra, appoggio la nuca su un mucchio di foglie rancide, socchiudo gli occhi e mi concentro sul rumore degli storni, frenetici, sui rami del platano. ci sono delle macchine parcheggiate, talmente ricoperte di merda che non si distingue più il colore della carrozzeria. io sto sdraiato, non respiro bene, mi allento il nodo della cravatta e va subito meglio. fondamentalmente, aspetto. passa un avvocato che conosco, brillante e aggressivo al punto giusto. incrociamo gli sguardi per un attimo. lui mi ignora, io gli sorrido. ciao collega. vaffanculo non ti conosco, mi fa. non ci contare, rispondo, ho la ricevuta di ritorno. aspetto, e mi sento bene. la prima cacata mi colpisce con un tonfo leggero all’altezza del cuore, tra giacca e camicia. io penso alla perfetta coerenza di un suicidio causato dall’ennesimo film di pieraccioni con una strappona depilata e lucida. guardando verso l’alto un gruppo compatto di storni si distacca dai rami, disegna una spirale, poi si riunisce sul platano in un fremito. le cacate cadono a pioggia come bombe. colpiscono pantaloni, scarpe, giacca. una mi cade sul palmo della mano, tiepida e rassicurante. la cravatta tinta unita adesso è un perfetto missoni di cachemire e merda fresca. all’incrocio una smart rifinita in pelle fa un frontale con un barboncino col guinzaglio di diamanti. sotto un diluvio di merda, le proprietarie compilano il cid riparandosi con l’ombrello. il barboncino rantola, la smart è già morta. un tocco vischioso di cacca mi cade sullo zigomo e mi cola lentamente lungo la guancia. lo assaggio con la punta della lingua.