linoleum

"Language is a virus..." "We must find out what words are and how they function. They become images when written down, but images of words repeated in the mind and not of the image of the thing itself." - W.S.B. -

screaming

Utente: jacklord
JACKLORD: giovane 72enne appassionato di bluegrass colleziono scatole vuote di fiammiferi, leggo solo libri di autori morti suicidi e non vedo film italiani con "amore" nel titolo.

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contagocce

si sono sparpagliate *loading* vacche nel guado

 
domenica, 18 novembre 2007

la mia faccia distorta nel riflesso di un posacenere blu. quattro fiammiferi consumati messi talmente alla rinfusa, appoggiati sulla cenere, che sembrano depositati lì da qualche secolo. ne prendo un altro dalla scatola e lo sfrego sulla striscia marrone scuro, ruvida. la prima volta lascia solo una striscia chiara, la seconda fa una leggera scintilla, e un baffo di fumo si libera dal punto di attrito. rimane sospeso, denso, poi ci metto il naso dentro e con un unico respiro veloce lo perdo di vista e lo sento dentro. al terzo tentativo il fiammifero si accende, la fiamma prima insicura, poi giallo acceso, con la parte centrale blu cobalto. quando la fiamma perde consistenza inclino il fiammifero verso il basso. accendo una sigaretta poi soffio il fumo direttamente sul fiammifero. quando si spegne, il fumo che si dipana è completamente diverso da quello della sigaretta. ha un'altra consistenza, un'altra densità. il problema è che io sono portato a generalizzare, dico fumo, e intendo qualsiasi cosa. ma il fumo cambia a seconda del materiale che brucia. ci sono centinaia di micro leggi fisiche che sottintendono al fenomeno della combustione, e basta il variare anche solo di uno degli innumerevoli fattori del processo per cambiare in modo sostanziale il prodotto finale. e io che faccio? dico semplicemente fumo.
dovrei essere in un altro posto. o almeno dovrei cominciare ad incamminarmi. e invece no.
il fatto è che mi sento nell'unico modo in cui non mi è permesso sentirmi.
passa un ragno sul monitor, rapidissimo. compare nell'angolo in alto a sinistra, contro la luce azzurrognola e artificiale. sembra un effetto speciale. il corpo sottile, le zampe lunghe e precise. arriva al centro del quadrato luminoso seguendo esattamente la diagonale, poi si ferma per un attimo e risale zigzagando fino a scomparire dietro il logo hp. mi alzo dalla sedia e guardo dietro il monitor. niente. però ho la punta delle dita ghiacciata.
sognarti è praticamente un cliche, ma non posso farne a meno. sto cercando di ridurre il tutto ad una questione di programmazione, impostando il tempo in funzione della prossima volta che riuscirò a vederti. il menù di oggi propone desiderio con contorno di leggera frustrazione, ma se volete andare sul sicuro lo chef consiglia anche un fuggevole contatto, che so, due dita che si sfiorano, e speranza inutile coltivata senza additivi chimici. aspettando che il mondo finisca guardando un film attraverso il parabrezza di una chevrolet. per oggi la noia finisce così, con una discreta ansia da rivelazioni che non si rivelano. la prossima volta, magari, si ride.

progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell'amore.

l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 18:01 | link | commenti (8) |

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