aprendo gli occhi nella tenue oscurità della sua stanza, e. ebbe un momento di panico, come una vertigine improvvisa che le drizzò i capelli sulla nuca e le imperlò la pelle di minuscole goccioline di sudore gelido. il cuore diede una brusca accelerata rimbombandole ovattato nelle orecchie, e si sentì soffocare, come se un embolo enorme le si fosse impiantato sopra lo stomaco comprimendole i polmoni. quel buio aveva qualcosa di strano, di materiale. le era già capitato di svegliarsi in piena notte, pervasa da una sottile inquietitudine che aveva sempre attribuito ad incubi di cui poi non ricordava nulla. di solito accendeva la luce, trovava conforto nella solidità degli oggetti, il ticchettio sommesso della sveglia la riportava in una dimensione reale che la calmava. adesso invece si sentiva paralizzata, tutti i sensi allertati pronti a captare il minimo movimento, il minimo rumore. percepiva i contorni degli oggetti vagamente rischiarati dalla luce notturna che filtrava dalla finestra accostata di fronte al letto, ma il buio circostante sembrava costruito a macchie, zone d'ombra così fitte che sembravano buchi neri in cui sarebbe potuta sprofondare senza alcuna possibilità di tornare indietro. le sfuggì un gemito soffocato dalla gola, quasi un rantolo, ed ebbe la netta impressione di non essere sola, che qualcosa fosse lì con lei, in attesa, nutrendosi della sua paura. si sforzò di non cedere al panico che la sommergeva ad ondate pulsanti, era ormai certa che se avesse urlato avrebbe rotto quel fragile equilibrio che si era creato, e allora non avrebbe avuto scampo. sentì gli occhi riempirsi di lacrime dense e bollenti, e quando una scivolò lungo la guancia sudata le sembrò quasi di sentirne il rumore. era talmente in tensione, era talmente sicura che stesse per accadere qualcosa, che il suo cervello ci mise qualche secondo, prima di registrare come reale un grattare sommesso che proveniva dal pavimento alla sua destra, come se qualcosa stesse cercando di arrampicarsi sul letto. cercò di muoversi, ma il suo corpo era pietrificato, sentiva l'impulso partire come una scarica elettrica dalla sua testa ma disperdersi in mille rivoli confusi prima di arrivare ai muscoli. il rumore si avvicinò al bordo del letto, all'altezza della sua gamba, poi fu come se una porzione di notte guizzasse accanto a lei, prima che la stanza ripiombasse in quel silenzio innaturale. e. si sentì completamente staccata dalla realtà, persa in una dimensione in cui la paura poteva prendere corpo con qualsiasi forma. una piccola parte di lei sperava ancora che fosse solo un sogno (oh dio ti prego, voglio svegliarmi, ti prego fammi svegliare adesso, fammi svegliare ADESSO) sperava di svegliarsi madida di sudore, spaventata ma al sicuro. poi il vortice in cui stava affogando prese a girare sempre più velocemente, una spirale di terrore in cui si sentì perduta, e quando sentì gli artigli penetrarle a fondo nella carne della coscia fu sopraffatta dal dolore. finalmente proruppe un urlo che spazzò l'aria della stanza come un esplosione, frantumando in mille detriti quella dimensione oscura e coprendo il miagolio spaventato di silvestro che saltò giù dal letto e corse a nascondersi dietro al divano.
l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 20:08 |
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