face/off
alla fine c'è stato il faccia a faccia tra prodi e berlusconi. adesso si che gli italiani hanno capito. adesso si che hanno gli strumenti per fare una scelta giusta. di conseguenza si prevedono crolli nelle tirature del messaggero e della stampa.
rispetto all'altra volta, quando berlusconi si è alzato e se ne è andato, la annunziata è stata brava. li ha fatti parlare. e con i baffi stava pure più carina.
visto il dibattito, i sondaggi danno come futuro premier il cronometro.
prodi ha promesso sgravi per le persone più basse. ricomincia la polemica sul fatto che alla fine il centrosinistra favorisce berlusconi.
berlusconi ha detto che prodi travisa la realtà. poi lo ha detto di nuovo. poi lo ha ridetto. poi lo ha detto ancora. poi ha licenziato tutto lo staff di esperti in comunicazione e dialettica che si portava dietro.
se dopo quello che ha detto berlusconi esistono ancora donne che lo votano, allora aveva ragione lui.
nel discorso finale prodi è stato più efficace. peccato che la ristrettezza dei tempi non gli abbia consentito di chiudere con la benedizione.
il foglio su cui berlusconi scriveva durante il dibattito è stato pubblicato. si tratta di un ritratto di provenzano. aggiornato.
all'inizio sembrava che prodi facesse fatica a parlare, per l'emozione. in realtà era quel cameraman che ascoltava tom waits a volume troppo alto.
berlusconi ha detto che al prossimo duello tirerà fuori delle sorprese. ma tanto lo sappiamo tutti che il piccolo tommaso lo hanno mangiato i comunisti. anche se pare ci siano delle prove oggettive che non sia stato fassino.
berlusconi ha confuso i centri sociali con i centri civici. quelli dove ci sono i vecchi che giocano a bocce con le molotov.
dopo il duello, bruno vespa per stabilire chi avesse vinto lo ha chiesto a emilio fede. a questa frase non mi viene niente da aggiungere.
l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 12:19 |
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io, sabrina, non lo so mica che fine ha fatto. che magari adesso è diventata un'imprenditrice, fa le mozzarelle fresche e tiene le mucche libere su un prato enorme e ha una squadra di operai che mungono a mano, senza macchinari, e ogni mucca ha un nome da mucca buona, tipo carolina. oppure progetta sòftuer per quelli che hanno difetti fisici, i cosi lì, i disabili, i mongoloidi insomma, che però gli piace usare il compiùter, e grazie a sabrina cliccano muovendo una guancia, o una ciglia. oppure è emigrata in australia e fa la biologa marina, studia le branchie dei pesci e protegge gli squali bianchi dall'estinzione. magari invece fa la benzinaia con la salopèt blu sulla tangenziale di napoli, quella dove si paga, mica come a roma che è gratis, anche se il traffico è lo stesso. e vanno tutti a fare benzina da lei, anche se la tangenziale si paga, perchè lei da i bollini colorati per vincere la radiosveglia. sabrina ha i capelli rossi e le lentiggini sul naso. io, sabrina, non la vedo da quando avevo tipo dieci anni. ogni estate, a settembre, io e sabrina ci fidanzavamo a ischia, anche se lei non lo ha mai saputo. che poi secondo me invece lo sapeva, visto che ogni volta che giocavamo tutti insieme a pallavolo sulla spiaggia, io la palla la tiravo solo a lei. ma la mia mamma me lo dice sempre che le altre donne sono così, non sono sincere, fanno le ritrose. mia mamma invece non fa mai la ritrosa, e soprattutto non mi dice mai le bugie. io, a ischia, scendevo al mare la mattina, che c'era poca gente e si potevano pescare i cefali con il barattolo. per pescare i cefali con il barattolo servono un barattolo di vetro, una maschera da sub e la farina. il pane non va bene, che quando si bagna poi galleggia ed esce dal barattolo. la farina invece si addensa e non esce. si mette il barattolo con la farina sott'acqua appoggiato sulla sabbia e si aspetta guardandolo con la maschera. quando il cefalo entra nel barattolo per mangiare ci si immerge e si tappa il barattolo con la mano. bisogna essere veloci, che se no il cefalo se ne accorge e scappa. se si pescano abbastanza cefali ci si fa la frittura. sabrina, la mattina, non scendeva in spiaggia. secondo me perchè aveva la pelle troppo chiara e se scendeva col sole forte si scottava. a pranzo scendevano i miei parenti, con mia nonna che portava la parmigiana di melanzane e la pasta al forno o le polpette e io mangiavo sotto l'ombrellone. mi ricordo mio zio che giocava a tressette su dei tavolini di legno che si piegano e si montano dove vuoi. mio zio non aveva i capelli e si metteva un cappello da pescatore bianco per non scottarsi la testa. giocava a soldi, e se vinceva mi regalava la cinquecento lire per il calippo. lui aveva un dito con una vecchia ferita al posto dell'unghia, e mi raccontava che se lo era schiacciato sotto un carro armato, durante la guerra. quando sono cresciuto mia mamma mi ha detto che non era vero, che mio zio neanche l'ha fatta, la guerra, però a me la storia del carro armato mi ci piaceva. dopo pranzo, mentre giocavo a fare le rovesciate sul bagnasciuga col supersantos, arrivava sabrina. io poggiavo il supersantos e mi mettevo sotto l'ombrellone a guardarla. bisognava stare attenti al pallone, che se no te lo rubavano, io ci avevo scritto il mio nome sopra con la penna, e meno male che come me non ci si chiamava nessuno, che se scrivevi che ne so, alessandro, arrivava uno che se lo prendeva perchè anche lui si chiamava alessandro. sabrina aveva il costume due pezzi, anche se aveva il petto liscio, e io aspettavo il momento che si andava a fare il bagno, perchè la mamma le toglieva il pezzo di sopra. al tramonto si giocava a pallavolo con altri bambini, e io guardavo il sole e i capelli di sabrina, che erano dello stesso colore. ecco, magari adesso sabrina coi capelli rossi fa l'astronoma, e guarda il tramonto col telescopio. secondo me, ancora oggi, il sole che muore e i capelli di sabrina sono dello stesso colore.
l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 19:55 |
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