linoleum

"Language is a virus..." "We must find out what words are and how they function. They become images when written down, but images of words repeated in the mind and not of the image of the thing itself." - W.S.B. -

screaming

Utente: jacklord
JACKLORD: giovane 72enne appassionato di bluegrass colleziono scatole vuote di fiammiferi, leggo solo libri di autori morti suicidi e non vedo film italiani con "amore" nel titolo.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

morphine

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di jacklord. Crea il tuo badge qui.

shots


Feeds

  • Powered by Splinder

contagocce

si sono sparpagliate *loading* vacche nel guado

 
sabato, 24 dicembre 2005

the "priest" they called him

"combattete la tubercolosi, gente". vigilia di natale, un vecchio tossico vendeva cartoline di natale in north park street. il "prete", lo chiamavano. "combattete la tubercolosi, gente". la gente si affrettava intorno a lui, ombre grigie proiettate su un muro distante. si stava facendo tardi e ancora non c'erano soldi. girò in una strada laterale e il vento del lago lo colpì dritto come un coltello. un taxi accostò di fronte a lui sotto un lampione. ne uscì un ragazzo con una valigia. un ragazzino sottile in abiti da scolaretto, una faccia familiare si disse il prete, guardandolo da un androne. "mi ricorda qualcosa di molto tempo fa". il ragazzo, lì, con il cappotto sbottonato, si stava frugando le tasche per pagare la corsa. poi il taxi si allontanò svoltando l'angolo. il ragazzo entrò in un palazzo. "hmm, si, forse..." - la valigia era ancora lì di fronte all'entrata. il ragazzo scomparso alla vista. probabilmente era andato a prendere le chiavi, doveva muoversi velocemente. prese la valigia e sparì dietro l'angolo. fatto. guardò la valigia. non sembrava più la valigia che aveva avuto il ragazzo, nè la valigia che qualsiasi ragazzo potrebbe avere. c'era qualcosa di vecchio in quella valigia che il prete non riusciva a mettere a fuoco. vecchia e sporca, pelle di pessima qualità, e pesante. meglio vedere cosa conteneva. girò in lincoln park, trovò un posto isolato e aprì la valigia. due gambe umane staccate ad un giovane uomo con la pelle scura. peli neri traslucidi luccicavano nella fioca luce dei lampioni. le gambe erano state incastrate nella valigia e dovette spingere col ginocchio sul fondo per tirarle fuori. "gambe, però", disse, e si allontanò velocemente con la valigia. forse poteva farci un pò di soldi.
il compratore sbuffò sospettoso. "ha uno strano odore". "è solo pelle messicana". "beh, qualcuno si è dimenticato di occuparsene". il compratore guardò la valigia con freddo disprezzo. "non sono sicuro che lo abbia ucciso, chiunque fosse. tre è il massimo che posso darti e mi brucia pure, ma visto che è natale e che tu sei il prete..." allungò tre monete sotto il tavolo nella mano sporca del prete. il prete si dissolse nelle ombre della strada, losco e furtivo. tre dollari non sarebbero bastati, niente a meno di cinque dollari. poi si ricordò che il vecchio addie gli aveva gracchiato di non farsi rivedere prima di aver saldato quel debito di tre dollari. si, non sarebbe stata una gran cosa, ma almeno avrebbe investito quei tre schifosi dollari.
il dottore non sembrò contento di vederlo. "ora, che cosa vuoi, te l'ho già detto!". il prete lasciò cadere le tre monete sul tavolo. il dottore si infilò le monete in tasca e iniziò a urlare. "ho avuto problemi! la gente mi sta addosso! potrei perdere la mia licenza!". il prete si limitò a rimanere seduto, con gli occhi vecchi e pesanti per anni di droga fissi sul viso del dottore. "non posso farti una ricetta". il dottore aprì improvvisamente un cassetto e fece scivolare un’ampolla sul tavolo. “questo è tutto quello che ho in ufficio!” il dottore si alzò in piedi. “prendilo e vattene via!” urlò, isterico. il prete non cambiò espressione. poi il dottore aggiunse con voce calma “dopotutto sono un professionista, e non dovrei perdere tempo con gente come te”. “questo è tutto quello che hai per me? un misero quartino? non puoi prestarmi cinque dollari…?” “va via, vattene via o chiamo la polizia, ti avverto”. “va bene, dottore, me ne vado”. fuori era gelido e c’era tanto da camminare, una camera in affitto, una strada squallida, una stanza all’ultimo piano. “queste scale…“ tossì il prete, tirandosi su lungo la ringhiera. entrò nel bagno, pannelli gialli alle pareti, il cesso sgocciolante, e prese l’occorrente da sotto il lavandino. con il cartoccio di carta marrone tornò nella sua stanza, e mise ogni goccia nella siringa. si arrotolò una manica, poi sentì un lamento provenire dalla stanza vicino, la numero 18. un ragazzino messicano viveva in quella stanza, il prete lo aveva incrociato lungo le scale e aveva visto che il ragazzino era fatto, ma non gli aveva rivolto la parola perché non voleva rapporti con i giovani, portavano sempre cattive notizie. e il prete aveva avuto abbastanza cattive notizie nella sua vita. sentì di nuovo il lamento, un lamento che lui sentiva familiare, senza poter sbagliare su cosa significasse. “forse ha avuto un incidente o qualcosa. in ogni caso non posso godermi la mia medicina con quel suono che viene attraverso la parete”. muri sottili, voi capite. il prete mise giù la siringa, il corridoio era freddo, bussò alla porta della stanza 18. “quien es?” “sono il prete, ragazzino, vivo qui affianco”. sentì qualcuno trascinarsi lungo il pavimento. la serratura scattò. il ragazzino stava lì in mutande, occhi neri di dolore. stava per cadere. il prete lo aiutò a raggiungere il letto. “che c’è che non va, figliolo?” “le mie gambe, senor, crampi, e sono senza medicina”. il prete riusciva a vedere i crampi, come nodi di legno nelle giovani gambe coperte da luccicanti peli neri traslucidi. “anni fa mi sono fatto male in bicicletta, e mi sono iniziati i crampi”. e adesso i crampi erano ritornati accompagnati da crisi di astinenza. il vecchio prete stava lì ad ascoltare il lamento del ragazzo. inclinò la testa come se fosse immerso in una preghiera, poi tornò indietro e prese la siringa. “è solo un quartino, figliolo”. “non chiedo tanto, senor”. il ragazzino stava dormendo quando il prete lasciò la stanza 18. tornò nella sua camera e si lasciò cadere sul letto. e la botta lo colpì come pesante neve silenziosa. tutti i grigi giorni passati da tossico. seduto da solo si fece l’immacolata iniezione. e siccome era lui stesso un prete, non ci fu nessun bisogno di chiamarne uno.

william s. burroughs  

l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 16:12 | link | commenti (9) |

lunedì, 19 dicembre 2005

io, il natale, in effetti mi ci piace molto. che quando viene natale c'è tutta un'atmosfera di festa, che io mi chiedo ma natale, ha qualche problema di erezione, che viene solo una volta l'anno? voglio dire, adesso esistono tante pilloline che natale può prendere per risolvere questo problema, e va bene che fanno venire pure l'ictus oltre all'orgasmo, ma nella striscia di gaza dice che pure quando viene l'ictus si festeggia. quindi il natale è come un orgasmo, o come un ictus a sharon. fondamentalmente si festeggia.
per festeggiare si appendono le palle di natale ad un albero. e forse questo è il motivo principale delle difficoltà eiaculatorie di natale, che in effetti ha poco da eiaculare con le palle appese ad un albero. poi si accendono delle lucine intermittenti. si chiamano doppie frecce. dopo averle accese si parcheggia la macchina in seconda fila e si blocca il traffico. così, per festeggiare. io, sempre per festeggiare, alle macchine in seconda fila, gli svito la targa, che è un'operazione semplice e costa un sacco di soldini per averne un'altra. ma a natale i soldini si spendono volentieri, che siamo tutti più buoni. si adottano i bambini a distanza. io sono anni che sostengo gli studi di un bambino nigeriano. molti anni. infatti quando l'ho incontrato che si faceva chiamare anaconda in un locale per sole donne l'ho trovato cresciuto rispetto alle foto che sèiv de cìldren mi manda a casa per tenermi aggiornato. molto cresciuto.
a natale poi si scrivono le letterine a babbo natale per avere bei regali. io ho chiesto il pupazzo di kitterlegnosky, quello con gli accessori sado maso che quando schiacci il pulsante sulla schiena dice una cosa tipo come sopravvivere al mercante in fiera in 20 frustate. se non mi arriva faccio come mio cugino pittorru di nuoro, che quando babbo natale non gli ha portato lo sventracinghiali ha rapito una renna dallo zoo e ha scritto una seconda letterina con scritto caro babbo natale, se vuoi rivedere la renna mi devi portare lo sventracinghiali.
a natale si fa pure il presepe. quest'anno va di moda il presepe indocinese, con lo tsunami fatto con la carta stagnola, i cadaveri annegati al posto dei pastori e i turisti occidentali che prendono il sole al posto dei re magi. in vetrina ho visto pure la versione americana, con tutti vestiti da vaccari, san giuseppe con le corna (uno a caso), qualche pastore impiccato, i re magi col cappuccio bianco e gesù bambino nero. a parte si vende pure la statuetta di g.w.giuda, dotata di iniezione letale su cui c'è scritto da consumarsi preferibilmente entro pasqua del 33. che poi ci sono quelli fissati con gli accessori che servono per fare il presepe realistico. tipo mainardi, che è veramente appassionato degli accessori naturalistici. lui, per il presepe, ogni anno compra l'erba, la neve, la polvere, il fumo.
a natale poi si fanno i giochi, tipo tombola. si chiamano i numeri, e chi è fortunato vince. un pò come la fila alle poste. io, a natale, come ogni anno, salgo sulla sedia e recito la poesia. ancora oggi, a 72 anni, mi danno i 5 euro d'ordinanza per comprare lo zucchero filato. quest'anno recito una poesia che fa così:
viene natale, viene natale
non sono contento, mi sento male
tutti che ridono, sotto l'abete
io mi domando, che cazzo ridete
a mangiar tutti insieme, il babà con la panna
io me ne sbatto, mi faccio una canna
e se non mi aiuta, satanasso fetente
mi sparo qualcosa, di assai più potente
e siccome non voglio, esser banale
che non c'entra niente, faccio il finale:
 allora quando vuoi essere, del mondo il ristoro
salva un albero, ammazza un castoro.

l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 18:42 | link | commenti (27) |

lunedì, 12 dicembre 2005

l'acqua grigia cade dal cielo leggera e continua, con un rumore costante interrotto solo dal fragore delle macchine che passano lasciando una scia di schizzi marroni sull'asfalto. io sono inutile. disfunzionale. antieconomico. inservibile. improduttivo. e allora diffondo paura. do alle persone quello che vogliono ottenere senza avere il coraggio di chiederlo. mistifico. distribuisco copie contraffatte di un qualsiasi gionale gratuito. uguali a quelle originali, ma con una notizia falsa. come se poi vero o falso fossero concetti assoluti. una sola notizia, poche righe al giorno. e qualcuno leggerà che l'aids si trasmette con la saliva. le redazioni dei quotidiani gratuiti non sono come quelle dei giornali. chiudono molto presto e non è difficile la sera ottenere una copia di quello che uscirà il giorno dopo. e un covo di terroristi è stato scoperto nel quartiere di qualcuno. anche modificare la pagina originale e stampare 100, 200 copie della versione contraffatta non è una cosa complicata. e un nuovo virus sta decimando i bambini in un paese che confina con l'italia. ho le copie chiuse in un telo di plastica appoggiato sul bordo della strada, vicino ad un distributore rotto di biglietti dell'autobus. non c'è nessuno che cammina. solo le macchine che passano. e qualcuno leggerà che alcuni computer sono esplosi per un difetto di fabbricazione anche molto tempo dopo essere stati acquistati. indosso un ridicolo impermeabile giallo composto da un unico pezzo tipo costume da supereroe. salvo le persone dalla sicurezza che li annoia. condivido la mia paura di essere salvo. e alcune macchine hanno preso fuoco a causa di un composto inserito per errore nella benzina della esso. adesso sono solo, ma presto saremo in tanti, e le copie aumenteranno. 500, 1000 copie contraffatte. 5000 copie. la salvezza sta nel dilagare della fobia. 10000 copie. la salvezza è l'inconsapevolezza. manipolazione. e un guasto all'impianto elettrico di zona ha fatto marcire le scorte di carne dei ristoranti di trastevere. la notte giro per le strade e traccio sagome di corpi sull'asfalto con il nastro adesivo, come dopo un omicidio. cadaveri inesistenti con tre braccia o con gli arti sparpagliati nel giro di parecchi metri. cadaveri trovati nelle posizioni del kama sutra. cadaveri immortalati come personaggi di canova. poi recinto il punto col nastro della polizia, quello che trovi in giro alle manifestazioni o la domenica allo stadio. e qualcuno leggerà che il figlio di totti è nero. o che totti è morto. il semaforo scatta e il disco rosso si confonde col grigio che avvolge l'aria. mi metto le copie in braccio e con un giornale in mano passeggio tra le macchine ferme, mentre il respiro mi si condensa in nuvole che si perdono silenziose. e le sigarette aumenteranno del 90%. un tipo abbassa il finestrino e mi fa un segno con la mano. mi avvicino e gli porgo una copia con un sorriso dolce. e tra due anni un asteroide colpirà la terra. la salvezza è l'estinzione.

l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 18:57 | link | commenti (17) |

mercoledì, 07 dicembre 2005

che poi l'ascensore è tutto giallo, con il neon che acceca come neanche l'esplosione di una supernova, la luce si riflette sui listelli di linoleum e io, in tutto questo giallo, sembro davvero una testa di cazzo. tu invece sei bellissima. sarà per la pelle scura come mogano, sarà per le labbra carnose o per i capelli cotonati e sparati verso l'alto in punte dritte e lunghe, ma l'impressione che ho io è che a te il giallo supernova ti dona. a me invece mi dà quel tipico colore bianchiccio che sembro pronto per l'autopsia. saliamo insieme e io già sono in imbarazzo perchè tu sei bella, poi ho pure litigato con le porte dell'ascensore, che in questo palazzo evidentemente c’è pieno di vecchine che hanno paura di fare le scale a piedi, visto che tutte le porte dell'ascensore, anche quelle interne, sono dotate di dispositivo a molla per richiudersi automaticamente. una brutta scena. io che per fare quello gentile ti tengo aperte le porte per farti entrare, una la blocco col piede, quelle interne provo con le mani, le fermo, poi mi chiedo perchè non entri e in effetti hai ragione tu, come cazzo fai a passare se ti sto davanti allargato come una zanzara su un parabrezza. allora lascio una porta per farti spazio, la stronza ti sbatte davanti alla faccia, e io penso dio ti prego uccidimi. o almeno mandami in coma. andiamo nello stesso posto, per motivi diversi. tu hai un appuntamento editoriale, pubblichi un libro il mese prossimo, io invece mi sto pisciando addosso e passando di qua sto salendo in ufficio dai miei per scroccare il cesso. poi mi fai una domanda e mi si gela il sangue nelle vene. scrittore? mi chiedi. io mi visualizzo tra una decina d'anni, con un catetere su per il culo che chiedo soldi ai passanti recitando il codice di procedura civile. no, dico, personaggio. uno diverso ogni giorno. oggi sono l'uomo senza qualità, ma se vuoi ci vediamo domani e ti faccio qualcosa da ian fleming. il mio nome è lord. jacklord.        

l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 18:48 | link | commenti (8) |

lunedì, 05 dicembre 2005

impossible is nothing

papà ma senza finanziamenti mafiosi o appoggi politici come faccio a diventare un self made man stimato da tutti che cambia la costituzione fa le riforme e ottiene un telefonino per tutti?
ci devi credere.

padre ma se io vedo tutti questi poveri bambini innocenti che muoiono di fame e tutte queste tragedie naturali e tutto questo male che attanaglia gli uomini come faccio a pensare che il buon dio è buono?
ci devi credere.

mister ma se la juve vince tutte le partite perchè si sfondano di doping e gli arbitri più che sudditi sono veramente schiavi e moggi è più mafioso di provenzano da giovane come faccio a essere motivato la domenica quando scendo in campo?
ci devi credere.

presidente ma se alla fine 'ste armi di distruzione di massa non c'erano e saddam comunque ha preso finanziamenti americani per anni come faccio a pensare che il petrolio non c'entra e che le bombe democratiche erano in buona fede?
ci devi credere.

amore ma se nostro figlio è di colore ha i capelli rossi e le lentiggini e dice pàpàpà ogni volta che citofona il postino come faccio a sapere che mi sei sempre stata fedele?
ci devi credere.

mainardi ma se ho una ridotta capacità polmonare e non riesco a tenere la fiamma ferma sotto l'alluminio perchè mi tremano le mani come faccio ad aspirare l'oppio in modo soddisfacente?
ci devi credere.

eh, io ci credo, perchè niente è impossibile.
però se non mi avessi tenuto tu l'accendino non lo so se ce l'avrei fatta.

l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 10:43 | link | commenti (24) |