"Language is a virus..." "We must find out what words are and how they function. They become images when written down, but images of words repeated in the mind and not of the image of the thing itself." - W.S.B. -
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JACKLORD: giovane 72enne appassionato di bluegrass
colleziono scatole vuote di fiammiferi, leggo solo libri di autori morti suicidi e non vedo film italiani con "amore" nel titolo.
jacklord in thierry henry ...
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si sono sparpagliate *loading* vacche nel guado
domani parto, che vado prima a torino e poi a palermo a combattere la mafia. tra andata e ritorno sono all'incirca 45 ore di treno. non vado in aereo perché essendo l'aereo di ferro tende ad essere più pesante dell'aria e quindi a cadere (e qui il mio psicanalista si sbizzarisce in tutta una serie di teorie sulle mie problematiche sessuali dovute a traumi infantili). devo ricordarmi di non accettare caramelle dagli sconosciuti perché dentro c'è la droga e di portarmi uno snèc da mangiare durante il viaggio. mi ci piace molto lo snèc con la nutella, i grissini e il tè freddo, tutto nella stessa confezione. che se lo metti in frigo il tè è fresco ma la nutella si solidifica e ti si spezzano i grissini, mentre se lo lasci a temperatura ambiente la nutella è cremosa ma il tè sembra pipì di cammello. oltre me e arrogutottu, a combattere la mafia, ci saranno tantissimi bambini delle elementari e delle medie, quindi devo anche ricordarmi di portare le caramelle con la droga da regalargli, fino a che non sono arrivati al punto da vendere i reni delle loro mamme per comprare una singola caramella con il buco, per poi arrivare all'ultimo stadio in cui non gli frega più un cazzo della caramella e vogliono solo il buco. che a pensarci bene è una situazione tipica che non riguarda solo i tossici, ma anche la maggior parte dei maschi in generale. mi fermo qui sennò il mio psicanalista dice che il mio femminismo è conseguenza della mia omosessualità latente e quando dice così mi viene voglia di fare l'amore con lui.
io, l'amore, l'ho sempre visto come il calippo.
che il calippo, quando ero piccolo, mi ci piaceva tanto ma avevo qualche problema a mangiarlo, perchè ho sempre avuto i denti sensibili. e quando stavo sulla spiaggia e giocavo con gli altri bambini a tirarmi la sabbia negli occhi (nel senso che loro me la tiravano e io piangevo), quando ero stanco andavo al chiosco di franchino, e mi prendevo il calippo. franchino rovistava con le dita ingiallite nel frigo e ne estraeva il calippo, a volte anche il calippo fizz. solo che appena estratto il calippo era troppo freddo e duro, e allora io cominciavo a schiacciarlo alla base per farlo sciogliere e bere il liquido dolce e appiccicoso. però succedeva sempre che il calippo si scioglieva troppo, e mentre la parte superiore rimaneva ancora dura, mi si ammollava il cartone sotto e mi sgocciolava il calippo per terra. oppure a volte schiacciavo troppo e il calippo saltava fuori dal cartone, ed era un problema perchè quando cadeva sulla sabbia non si poteva più mangiare. ecco, tutto questo per me è come l'amore, perchè anche se non sono mai riuscito a mangiarne uno intero come avrei voluto, io ogni giorno continuavo a prendere il calippo, e a volte, quando ero fortunato, anche il calippo fizz.

arrogutottu è tornato. francamente cominciavo a sentirne la mancanza.
io, sugli andicappati, ho sviluppato ieri sull'autobus un approccio controverso. stavo leggendo di molly, una bambina che doveva vivere solo quattro giorni e che grazie alla mamma coraggio ha vissuto 14 anni, facendo viaggi in america e a roma, e vivendo sostanzialmente una vita normale. la mamma coraggio ha pubblicato un libro fotografico sulla vita della figlia dicendo che “nelle foto si vede una bambina che cresce e dopo, solo molto dopo, una bambina diversa”. io, leggendo l'articolo, mi stava nascendo tutto un sentimento di bene e solidarietà con gli andicappati, tutto uno stimolo a essere buono. ero talmente preso da tutto questo bene, che ci ho messo un microsecondo di troppo ad accorgermi che sull'autobus era appena salito un signore zoppo accompagnato da un ragazzo buono e simpatico. appena me ne accorgo, decido di mettere in pratica il bene di cui sopra, e sfoggiando un sorriso al limite della santità dico prego si sieda e mi alzo, ma ormai è troppo tardi, e il ragazzo simpatico, mentre lo zoppo azzoppa con la stampella almeno metà dei passeggeri e si siede, mi dice una cosa tipo e allora, ma non lo vedi che mio zio non sta in piedi, un baldo giovine come te, e che aspettavi ad alzarti e altre cose di questo tipo, fra cui un accenno ai miei problemi di tossicodipendenza che io ho pensato che il ragazzo buono e simpatico non era poi molto educato. io, dopo aver pensato di collassare sull'autobus rannicchiandomi in posizione fetale per dimostrare a tutti che sono buono, ho finto di essere cieco e ho chiesto a una vecchietta di aiutarmi a scendere che da solo non ce la facevo. d'ora in poi ho deciso non solo di girare sugli autobus con gli occhiali da sole, ma anche di comprarmi un cane con la croce rossa sopra e di fischiettare motivi di stivi uònder o rei ciàrls, perchè non è che posso essere buono solo io.
Il simposio appartiene al genere largamente usato da Platone del dialogo narrato: nelle prime pagine infatti Apollodoro riferisce all'amico Glaucone quanto Aristodemo gli ha raccontato riguardo al banchetto offerto dal poeta Agatone nel
partendo da questi presupposti mi ritrovai con la mano sulla prima tetta della mia vita che non fosse una tetta materna. c'era questa tipa dietro cui sbavavo da mesi che non sembrava troppo intenzionata a cedere alle mie raffinate proposte. fino alla fatidica sera in cui, assistendo alla rappresentazione del simposio di platone, lei prese la mia mano destra e se la appoggiò sulla succulenta tetta. nonostante la mia assoluta inesperienza nel campo della palpata, arrivai, verso la fine del primo atto, a quello che si potrebbe definire un buon livello. a quel punto io ero chiaramente già innamorato. ma la femmina, che segue strade misteriose, ignorò il maschio per tutta la durata dell'intervallo, per poi riprendere a pastrugnarsi la tetta con la mia mano non appena rientrati in sala.
ovviamente dopo quest'episodio di tetta platonica fra noi non ci fu più niente. ma se io sono diventato l'intellettuale che sono lo devo a lei. ho passato tutta l'adolescenza a frullarmi il barbagallo leggendo i classici greci invece di play boy.
vado di fretta, ed è una cosa che odio ma tant'è, nell'uffcio centrale del fantastico mondo della cooperazione abbiamo ricominciato a salvare il mondo, che senza di noi stava effettivamente andando a puttane. mi lascio prendere da una inspirazone del momento, poi espiro e torno a fotocopiare i diritti umani.
il bambino lumaca era un pò lento
ma non per questo il suo cuore era spento.
si innamorò di una bambina normale
che annoiata lo coprì con un pugno di sale.
ma prima delle fotocopie, una considerazione: io, questa cosa del lavoro, non l'ho mai capita. cioè, anche quando in gioventù mi prostituivo per trovare i soldi per la droga, sotto sotto lo sapevo che non era solo per i soldi. colgo l'occasione per ringraziare patric, un simpaticissimo ragazzone nero che ho conosciuto al tempo del mio lavoro nei viali, e con il quale condividevo la passione dei tatuaggi sul pisello. io ne avevo uno che in condizioni normali c'era scritto WY, in modo da omaggiare nel momento topico la mia ragazza di allora con un'erezione che declamasse il suo nome WENDY. quando ho visto il pisello di patric per motivi di lavoro, ho pensato che anche lui avesse una ragazza di nome WENDY, perchè in condizioni normali avevamo lo stesso tatuaggio WY. il mio attuale stravagante modo di camminare con le gambe leggermente allargate non dipende tanto dall'età, quanto dal tatuaggio di patric: un coloratissimo WELCOMETOGIAMAICAAVERYWONDERFULCOUNTRY.
ciao patric, ovunque tu sia. porterò sempre dietro di me il ricordo del nostro incontro.