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"Language is a virus..." "We must find out what words are and how they function. They become images when written down, but images of words repeated in the mind and not of the image of the thing itself." - W.S.B. -

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Utente: jacklord
JACKLORD: giovane 72enne appassionato di bluegrass colleziono scatole vuote di fiammiferi, leggo solo libri di autori morti suicidi e non vedo film italiani con "amore" nel titolo.

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si sono sparpagliate *loading* vacche nel guado

 
martedì, 29 marzo 2005

nel giorno della santa pasqua, la terza rete rai ha mandato in onda in prima serata, e per l'ottantesima volta, il noto film "l'attimo fuggente".
l'altrettanto noto quotidiano "la repubblica" nella pagina dedicata ai programmi radiotelevisivi, pubblicizzava adeguatamente l'evento, raccontando la trama del film. purtroppo non ho il testo originale sotto mano, ma giuro che il testo era pressapoco così:
in una scuola rigida e severa irrompe il professore "alternativo" robin williams, che con metodi di insegnamento poco tradizionali, porta gli studenti ad intraprendere una serie di attività artistiche alla scoperta di loro stessi, tra cui la fondazione della "setta dei peti estinti"...
io penso che questo sia il refuso più bello che sia mai stato pubblicato nell'intera storia dell'editoria.

l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 11:33 | link | commenti (6) |

giovedì, 24 marzo 2005



mamme e mammi!
la santa pasqua si avvicina, e quale occasione migliore per portare i vostri bambinelli a respirare una sana boccata di santità. in un mondo cattivo in cui il papa, poverino, sta così male, e terri schiavo, poverina, sta così vegetale (proporrei una colletta per pagare una trasferta negli USA al medico sociale della juve agricola: due giorni di trattamento e vedremmo terri schiavo col costumino da uomo ragno zompettare da un palazzo all'altro) non lasciate che i vostri bambinelli e bambinelle soffrano inutilmente. con una modica quota di iscrizione, i vostri pargoli potranno partecipare ad un santissimo training organizzato dalla pia associazione NOI SIAMO LA VIA, in cui, grazie al contributo di esperti insegnanti (debitamente frustrati dalla vita), i vostri bambinelli arriveranno casti e puri a 14 anni, dopodichè, dopo essere diventati seguaci di hitler, e dopo essersi opportunamente muniti di abitini dark e fucili mitragliatori automatici, irromperanno in un qualsiasi luogo pubblico, che sò, le poste, o un alimentari, diffondendo alla collettività tutta la loro gioia di vivere nell'aura del signore. affrettatevi! i posti sono limitati! auguri a tutti! iuppiii!  

l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 11:09 | link | commenti (2) |

venerdì, 18 marzo 2005

mi sto lanciando in un formidabile tentativo di scrivere qualcosa senza avere un cazzo di interessante da dire. diciamo che vado ad affrontare alcune questioni di cui ho discusso in questi ultimi giorni con varie persone. tali questioni verrano affrontate secondo il famoso schema "a cazzo di cane"
1) "il cazzo del cane": la frase in questione è di origine incerta. mi sento di poter dire che l'uso della frase è circoscritto alla zona di roma, ma non ne sono molto sicuro. con l'espressione "fare una cosa a cazzo di cane
" si intende fare una cosa in modo approssimativo. ora, il motivo di questa associazione di idee è completamente sconosciuto. vado quindi a lanciarmi in una serie di congetture, considerando preliminarmente che, non avendo un cane, non ho una conoscenza approfondita dell'organo genitale dell'animale in questione. mi viene da pensare che il cane, essendo un animale non molto intelligente, usi l'organo genitale in modo indiscriminato. numerose sono le testimonianze di gambe umane che hanno subito vari tentativi di approccio da parte di cani assatanati, che dopo aver circoscritto l'umana gamba in un abbraccio peloso, iniziano a darci dentro con un movimento ritmico. ora, l'assoluta, credo, impossibilità di inseminare la gamba umana, e la conseguente frustrazione di non potere generare un essere metà cane e metà gamba, porta il cane a vivere la sua vita con un senso perenne di approssimazione, da cui deriva, in modo evidente a mio avviso, l'espressione a cazzo di cane.
2) le aspirazioni: mi sono trovato a parlare ultimamente della mie aspirazioni. la domanda preliminare è: jacklord ha aspirazioni? mi sento di dire che sì, io aspiro. in primo luogo, per quanto spesso possa sembrare il contrario, aspiro l'aria. in secondo luogo, aspiro, e molto volentieri, il catrame e la nicotina delle sigarette. del mio rapporto con le sigarette si potrebbe parlare a lungo, basti dire in questa sede che quando mi sento solo, l'unica cosa che mi fa sentire parte di un mondo meraviglioso in cui tutti sono amici consiste nell'andare dal mio solito tabaccaio, aspettare un paio d'ore che dietro al banco ci sia la figlia del tabaccaio, dopodichè entrare, avvicinarmi al bancone, fare un abbozzo di sorriso idiota, e senza dire nulla gurdarla che prende automaticamente un pacchetto di cièsterfild làit (le fumo ormai da una decina di anni). c'è da dire che questa pratica di autogratificazione ha avuto anche delle fasi drammatiche, di cui la più terribile si verificò durante la mia adolescenza, fase della vita in cui i genitori non devono assolutamente sapere che il loro unico figlio si intossica i polmoncini con le sigarette. mi trovai una volta ad andare dal tabaccaio in questione con la mia mamma, e la figlia del tabaccaio, vedendomi, si affrettò a porgermi il solito pacchetto. mia mamma iniziò a guardare con la bocca sempre più spalancata prima me, poi la figliadeltabaccaio, poi il pacchetto, poi me poi etc etc. mi cavai brillantemente di impaccio dicendo alla figlia del tabaccaio che no, non l'avrei sposata, e che era meglio che la finisse di mettermi bigliettini d'amore in pacchetti sigillati di sigarette ogni volta che entravo a comprare un pacchetto di brùclin. non ho purtroppo modo di descrivere l'epressione di penamistaacompassioneconunpizzicodischifo che la figliadeltabaccaio fa da allora quando vado a comprare le sigarette. ma, tornando al discorso delle aspirazioni, posso dire in conclusione che la mia aspirazione più grande consiste nel diventare un vecchio rincoglionito (e sono già al 50% dell'opera) che rompe le palle ai giovinastri sull'autobus perchè hanno lo zaino troppo grande.
3) il ciclo mestruale: il ciclo non esiste...in realtà funziona così: le donne, in quanto esseri fragili e sensibili, hanno bisogno di una dose mensile di attenzioni e coccole. quindi, con una regolarità degna di un ragioniere, si auto-infliggono delle ferite per poter dire che "in quei giorni" è il caso di star loro vicini ma non troppo e che devono capire i maschi di certe cose. io, che sono per la parità dei sessi, ogni 27 del mese mi faccio dei tagli sul dito indice, ci metto un cerotto con le ali sopra e mi faccio rodere tantissimo il culo.
direi che per oggi basta...adesso vado che, vivendo a roma, ho la possibilità di andare a mangiare un piatto di carbonara davanti alla mussolini che fa lo sciopero della fame al tar del lazio...magari ci scappa pure un cappuccino...

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mercoledì, 16 marzo 2005

passo un sacco di tempo a respirare contro un vetro e a disegnare pallini sulla condensa creata dal mio respiro. mi sento distante dalle persone a cui vorrei essere vicino e sono un pò stanco di quelli che pensano di sapere cose e si divertono ad insinuare. più che di me sono stanco del mio personaggio. vorrei imparare a fare origami, ma adesso già non mi va più. vorrei avere uno psicanalista con cui litigare. vorrei avere la voglia di comprare delle cose inutili. vorrei, ma non ne sono poi tanto sicuro.
vorrei aver già smesso di fumare.
vorrei non aver ucciso le mie tartarughe.
vorrei smettere di scrivere 'sta roba...adesso.

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martedì, 15 marzo 2005



perchè io valgo...

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lunedì, 14 marzo 2005




 Where is the ritual
And tell me where where is the taste
Where is the sacrifice
And tell me where where is the faith
Someday there'll be a cure for pain
That's the day I throw my drugs away
When they find a cure for pain
Where is the cave
Where the wise woman went
And tell me where
Where's all that money that I spent
I propose a toast to my self control
You see it crawling helpless on the floor
Someday there'll be a cure for pain
That's the day I throw my drugs away
When they find a cure for pain
When they find a cure find a cure for pain

l'ultima volta che si è verificata una stampede per colpa di jacklord erano le 11:01 | link | commenti |

giovedì, 10 marzo 2005



allora, sto leggendo un libro in cui c'è una splendida idea su come fare soldi...
un tipo mette un annuncio su un giornale, in cui dice di vendere, con la formula soddisfatti o rimborsati, un vibratore gigante a soli 9.99
ovviamente il tipo non ha nessun vibratore da vendere.
riceve 1740 ordini, e prepara 1740 assegni di rimborso con la seguente causale: rimborso vibratore gigante.
il margini di guadagno sta nel fatto che forse non proprio tutti andranno in banca a riscuotere un assegno con la causale di cui sopra...
"ti immagini presentarsi in banca a incassare un assegno con quella scritta sopra? non è meraviglioso il capitalismo?"
in effetti...



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venerdì, 04 marzo 2005



il 5 marzo di 50 anni fa moriva charlie parker.
per celebrare il cinquantenario dell'avvenimento abbiamo un ospite, che oltre ad essere una delle persone a cui voglio più bene in assoluto, è un grandissimo appassionato di jazz...
Charlie Christopher Parker - 1920 - Bird still

Immagino la notte in cui Parker morì. Girò a lungo le strade che tante volte aveva smarrito, affannato tra jazz club, inesorabili pusher, amici pazienti, poliziotti bianchi, compagni intolleranti. Immagino come sprofondò in casa della sua amica ad aspettare un’altra alba. La Tv accesa. La gag dei fratelli Dorsey che placò la sua frenesia, gli permise di ascoltare la sua musica. Il suo assolo copiato fu l’ultima cosa che sentì. Mi piace pensare che in quel preciso istante, un secondo dopo che la vita si levava, un attimo prima che la morte arrivasse, Parker riuscì ad essere consapevole.

Aveva cominciato a Kansas city a soffiare dentro un sax la sua inesauribile energia, i suoi sogni, la sua anima. Era iperattivo, non dormiva quasi mai, inafferrabile. A dodici anni aveva cominciato a fumare erba, poi la benzedrina, poi non si è più fermato. Il sax lo placava, la vita no.

“ Dodici ore al giorno di esercizi con lo strumento mi hanno permesso di impadronirmi della tecnica”, dichiarò in un’intervista radiofonica. E questo naturalmente costituì il presupposto fondamentale attraverso il quale Parker poté poi trovare la musica che gli suonava in testa. La frenesia instancabile che accompagnava le sue giornate permeava ogni nota, ogni fraseggio, ogni accento delle sue melodie. Masticava la vita per fare musica.

E fu rivoluzione. Le consuete progressioni armoniche del jazz che si faceva in quegli anni – 1930-40 – furono ampliate ed arricchite da altri accordi, sostituzioni, estensioni mai sperimentate prima: voicing alterati con le 9°, le 13°, le 11+ ecc., che assecondavano l’uso di note che non appartenevano alla tonalità dei pezzi. Su questo tappeto armonico si sviluppavano improvvisazioni caratterizzare da accenti ritmici esasperati, frasi melodiche velocissime ma piene di tensione, di emozione e di fantasia. “ Una cosa nuova ogni volta”.

La forza vitale di Charlie Parker, il suo inesausto vagare, la sua rabbia, il suo spingere al limite ogni cosa, ogni emozione, il proprio fisico, i rapporti umani, il sesso, scaturivano da una sola spinta iniziale, inesauribile ed imprescindibile: trovare la propria musica, diversa da qualunque altra ma che venisse fuori da tutta la musica del mondo, di ogni tempo.

Ed allora mi piace pensare che un momento prima di morire Bird abbia trovato la consapevolezza di aver dato agli uomini le emozioni che sentiva e che aveva messo nella sua musica; la consapevolezza di aver ogni tanto respirato il proprio genio creativo , insieme ad altri compagni di viaggio – Gillespie, Bud Powell, Max Roach ecc. - , una notte qualunque, in un posto qualunque; la consapevolezza di aver avuto in dono la forza di proseguire la sua ricerca, la ricerca di sé nei meandri delle miserie di tutti, la ricerca dell’assolo perfetto.

E mi piace pensare che non abbia mai provato, nemmeno quell’ultima notte, la disperazione di averlo trovato. Bird Lives!

achabjazz


 

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giovedì, 03 marzo 2005

speaking with myself

oggi è una splendida giornata in cui dare il meglio di sè.
ma che cazzo dici? fa freddo, è nuvolo, e non mi va di fare un cazzo.
non partire così demoralizzato e non dire cazzo. prima tappa il fantastico tempio del diritto, luogo sacro in cui si tutelano gli interessi della collettività.
si, quelli soprattutto! oggi per tutelare gli interessi della collettività mi è capitata una splendida causa di usucapione...allora io già ero in ritardo, in più c'era l'audizione di un teste...la giudice gli legge il giuramento di rito, gli dice dica lo giuro e quello attacca con l-l-l-lo g-g-g-g-g-g-iuro...ma porca troia, ci mancava solo il teste balbuziente.
va beh, dai, seconda tappa l'ufficio centrale del fantastico mondo della cooperazione, dove il futuro del mondo dipende da te.
ah beh, allora...a me 'sto mondo della cooperazione mi comincia a stare un tantino sulle palle...se non fosse per i 433 euro al mese...
ma come? e la pace nel mondo?
si, la pace nel mondo, il napoli in champions, nocole kidman a cena stasera...
non puoi essere così disfattista.
posso, posso...ma dico: uno si sbatte tutta la vita e poi, magari sul più bello...
scusate se vi interrompo ma...sarebbe il momento.
di già?
ma...ma...porco dio io non sono pronto!
testa di cazzo...facevi tutto il buono e adesso hai bestemmiato...
e vorrei vedere...
è proprio vero che quando mi presento io quantomeno cambiano le prospettive...

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mercoledì, 02 marzo 2005



e allora bevo...


Dint' 'a butteglia
n'atu rito 'e vino
è rimasto...
Embè
che fa
m' 'o guardo?
M' 'o tengo mente
e dico:
"Me l'astipo
e dimane m' 'o bevo?"
Dimane nun esiste.
E 'o juorno primma,
siccome se n'è gghiuto,
manco esiste.
Esiste sulamente
stu mumento
'e chistu rito 'e vino int' 'a butteglia.
E che ffaccio,
m' 'o pperdo?
Che ne parlammo a ffà!
Si m' 'o perdesse
manc' 'a butteglia me perdunarrìa.
E allora bevo...
E chistu surz' 'e vino
vence 'a partita cu l'eternità!

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